Ritratti dell’Infinito (2020) Ritratti dell’Infinito (2020)

Dell’infinito hanno pontificato e discusso per millenni le migliori menti, e i peggiori dementi, di ogni categoria intellettuale: artisti e scrittori, teologi e filosofi, scienziati e matematici… Tentare di inseguirli nel loro vagare e brancolare, illudersi di individuare un inesistente filo logico nell’arruffato groviglio delle loro posizioni, non giustificherebbe lo sforzo ed esaurirebbe la pazienza, dell’autore e del lettore.

Nel corso della storia, infatti, molti concetti completamente diversi fra loro sono stati ammassati e nascosti dietro il paravento di un’unica parola. Il polverone che è stato sollevato sull’infinito, e la nebbia in cui esso è rimasto perennemente avvolto, hanno fatto sì che molte diverse accezioni di uno stesso vocabolo venissero scambiate per sfumature di un unico concetto, o confuse come semplici variazioni una dell’altra.

Grazie a Cusano e Cantor, oggi possiamo però affermare che non c’è un solo infinito, al singolare, ma ci sono molti infiniti, al plurale: in senso sia letterale, che metaforico. Cercheremo dunque di strappare la falsa maschera dell’unicità all’infinito, per svelare la vera molteplicità dei suoi volti. Anche se ci limiteremo a dodici di essi, nei quali si manifestano le più diffuse, e fra loro più confuse, accezioni dell’infinito: l’immenso, l’inesauribile, l’illimitato, l’indefinito, l’interminabile, l’incommensurabile, l’irraggiungibile, l’incomprensibile, il transfinito, il trascendente, il trascendentale, l’ineffabile.

In una delle parti dei Miserabili Victor Hugo avvertiva: “questo libro è un dramma, il cui primo personaggio è l’infinito”. La decostruzione del personaggio nelle sue varie facce ci permette di sottoscrivere la stessa avvertenza, sostituendo però la commedia al dramma. Il lieto fine sarà, si spera, la constatazione che un minimo di matematica permette di fare un massimo di chiarezza nel buio di una gran confusione.

IntervisteRecensioni

Odifreddi – logico matematico già professore all’Università di Torino e alla Cornell University – ha aggredito l’infinito e lo ha costretto in un libro di 300 pagine dove è riuscito a mettere anche buona parte della sua eclettica cultura: poesia, letteratura, arte, filosofia, scienza, teologia (atea!) e, naturalmente, logica e matematica.[...]
La Stampa (23/11/20)

Comments are closed.