A novembre del 1981 Vera Jarach, una delle madri di Plaza de Mayo, va a trovare a Buenos Aires Jorge Luis Borges. Oggetto del colloquio il suo racconto, La biblioteca di Babele. Ma l’oriunda italiana non si reca dallo scrittore per chiedergli lumi, bensì a darglieli. Poche settimane prima, sul supplemento culturale Tuttolibri della Stampa di Torino è uscito un articolo di Tullio Regge, La biblioteca di Borges mette in crisi anche l’Universo. Il fisico, rileggendo i dati di Borses, ha fatto i calcoli. […]
Il Nobel mai dato a un fisico geniale (Repubblica – 29/03/18)

Tra il 1863 e il 1905 Jules Verne pubblicò presso l’editore Hetzel una collana di 54 romanzi, ai quali si aggiunsero tra il 1905 e il 1919 altri otto titoli postumi, curati e completati dal figlio Michel. Questi 62 Viaggi straordinari costituiscono un genere d’avventura unico, più affine alla divulgazione scientifica che alla fantascienza letteraria, perché sempre saldamente ancorato alla realtà e alla ragione. Verne infatti non inventava, ma ricamava accuratamente su ciò che leggeva, ed estrapolava coscienziosamente da ciò che esisteva, richiedendo spesso la consulenza degli esperti. […]
Benvenuto sulla Luna, monsieur Verne I e II (Repubblica – 19/02/18)

I capelli di Whitfield Diffie sono ormai bianchi, ma la loro lunghezza fin oltre le spalle ricorda che colui che li porta è stato per mezzo secolo un ribelle. Non a caso, la sua storia è raccontata in un libro di Steven Levy intitolato Crypto: come i ribelli dei codici sconfissero il governo e salvarono la privacy nell’Era Digitale. Le armi con cui Diffie e il suo collega Martin Hellmann hanno combattuto la loro battaglia per la privacy contro l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) statunitense sono state la crittografia a chiave pubblica e la firma digitale, che sono valse ad entrambi il premio Turing per l’informatica nel 2015. […]
Quando la rete era di noi ribelli (Repubblica – 8/01/18)

Quando si pensa a un matematico del passato sulle barricate viene subito in mente Evariste Galois, il precoce genio francese che morì a vent’anni in un duello, dopo aver ispirato una rivoluzione algebrica e partecipato a una rivoluzione politica. Quando si pensa invece a un matematico contemporaneo sulle barricate viene altrettanto subito in mente Stephen Smale, il poliedrico genio statunitense che mezzo secolo fa vinse la medaglia Fields, e a ottantasette anni continua a essere vulcanico e radicale come a venti. Qui ci parla del suo cinquantennale impegno politico. […]
La matematica è lotta per la libertà (Repubblica – 4/01/18)

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