Le vie diritte e le strade tortuose sono l’analogo urbanistico delle rette e delle curve matematiche, così come le piazze e i parchi lo sono dei piani e delle superfici. Sarebbe dunque naturale dedicare almeno alcuni di questi luoghi geometrici delle città ai grandi matematici del Paese, mentre invece sono in genere gli statisti e i politici, o al massimo gli scrittori e gli artisti, a venire in mente ai sindaci e ai consiglieri comunali che si sbizzarriscono nella scelta dei toponimi urbani. […]
Volterra, che disse no alla “razza” (Il Fatto Quotidiano – 20/09/18)

Quando si pensa al ’68, di cui quest’anno si celebra il cinquantenario, si ricordano soprattutto gli eventi politici e sociali che i giornali e le televisioni avevano portato alla ribalta. Ce n’è per tutti i gusti: o meglio, per tutti, meno quelli scientifici. Eppure almeno due eventi, uno tecnologico e uno culturale, non solo non sfigurerebbero tra gli altri della lista, ma ne farebbero sfigurare molti di quell’anno formidabile. Si tratta, da un lato, della missione Apollo 8, che ci portò per la prima volta vicino alla Luna, facendoci vedere da lontano l’insignificanza cosmica di quell’“aiuola che ci fa tanto feroci”. E, dall’altro lato, del libro La doppia elica di James Watson, che ci fece invece vedere da vicino la scienza nuda e cruda. […]
Il Sessantotto della scienza (Il Fatto Quotidiano – 13/09/18)

Da molti mesi in Myanmar la minoranza musulmana Rohingya viene perseguitata e repressa dal governo insediatosi due anni fa, il cui “uomo forte”è paradossalmente una minuta donna. Ma il paradosso nonsta tantonella disparità tra l’apparenza e la sostanza della signora Aung San Suu Kyi, quanto nella discrasia tra la violenza perpetrata dal suo governo e il premio Nobel per la Pace a lei assegnato nel 1991. […]
Cattivi testimonial e Nobel improvvisati (Il Fatto Quotidiano – 4/09/18)

Un paio di giorni fa Davide Barillari, consigliere regionale M5S alla Regione Lazio, ha postato su Facebook queste “dichiarazioni armate” nei confronti della scienza: “La politica viene prima della scienza. I politici devono ascoltare la scienza, collaborare, non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto e cosa è sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi. Perché la scienza deve essere democratica, e quindi deve ascoltare tutti: compresi ricercatori e scienziati che, con dati alla mano, contestano il dogma ufficiale”. […]
Il “pi greco” e i “primati” della politica (Il Fatto Quotidiano – 10/08/18)

Nel 1958 un matematico italiano, Ennio de Giorgi, risolse un importante problema aperto da mezzo secolo e sfiorò la medaglia Fields. L’avrebbe probabilmente vinta, se non avesse tagliato il traguardo quasi simultaneamente a un altro matematico statunitense, di nome John Nash. Il risultato fu che non la vinse nessuno dei due, anche se il secondo nel 1992 ricevette come “premio di consolazione” il Nobel per l’economia, dopo una vita avventurosa e tragica raccontata nel famoso film A beautiful mind. Nel 2018, 60 anni dopo, unaltro matematicoitaliano, Alessio Figalli, “nipote” intellettuale di De Giorgi, in quanto allievo del suo allievo Luigi Ambrosio, ha raggiunto il traguardo sfuggito per un pelo al “nonno”. […]
Il “percorso ottimale” del matematico (Il Fatto Quotidiano – 2/08/18)

Si apre il 1 agosto a Rio de Janeiro il Congresso Internazionale dei Matematici: una sorta di Olimpiade della matematica, che si tiene appunto ogni quattro anni in punti diversidella sferaterrestre. Le due manifestazioni sono praticamente coeve, essendosi tenutii primiGiochiOlimpici moderni ad Atene nell’aprile 1896, e il primo Congresso Internazionale a Zurigo nell’agosto 1897. Ed entrambe le manifestazioni assegnano un ristretto numero di ambiti premi, il più noto dei quali è per i matematici la medaglia Fields, sulla quale torneremo. […]
Matematici da Olimpiade (Il Fatto Quotidiano – 31/07/18)

Le dichiarazionidi Davide Casaleggio sulla democrazia, e le precisazioni del ministro Riccardo Fraccaro, hanno scatenato dure reazioni da parte delle formazioni politiche obsolete, dal Partito democratico a Forza Italia. In parte, come sempre succede nei comizi, si tratta di prese di posizioni che negano a priori qualunque valore a qualunque proposta possa venire dalla parte avversaria. E in parte, come spesso succede nelle discussioni, si tratta invece di fraintendimenti dovuti all’incapacità di ascoltare e capire, prima di rispondere a vanvera pavlovianamente. […]
Camere e web: ragioni e torti di Casaleggio (Il Fatto Quotidiano – 25/07/18)

Il teorico Osvaldo Soriano, che scrisse una raccolta di racconti intitolata Fútbol. Storie di calcio (Einaudi, 1998), parafrasò una volta Pascal dicendo che “il calcio ha ragioni misteriose, che la ragione non conosce”. Il pratico Lionel Messi, che ha vinto per 5 volte il Pallone d’Oro negli ultimi dieci anni, ha detto a sua volta che “il calcio è come l’orologeria, in cui il talento e l’eleganza non significano nulla, senza il rigore e la precisione”. La matematica può fornire un assist a entrambi gli argentini, rendendo meno misteriose le ragioni del calcio, che la ragione conosce benissimo, e confermando la presenza sul campo anche del rigore matematico e della precisione scientifica. […]
Il pallone, il caso e l’arte di Archimede (Il Fatto Quotidiano – 6/07/18)

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra”. Così si legge all’inizio di uno dei Vangeli, gli stessi che Matteo Salvini ha sventolato durante un comizio nella scorsa campagna elettorale. Speriamo che l’idea di censire i rom non gli sia venuta da lì, altrimenti non si tratterebbe che di un primo passo per arrivare a censire tutta la terra, appunto. Per ora il neo ministro degli Interni si limita a voler sapere “da dove vengono, chi sono e dove devono andare” i rom. In questo caso la sua ispirazione potrebbe essere un quadro diGauguin, il cui titolo era Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? […]
Il Grande Fratello del censimento su base quotidiana (Il Fatto Quotidiano – 22/06/18)

A novembre del 1981 Vera Jarach, una delle madri di Plaza de Mayo, va a trovare a Buenos Aires Jorge Luis Borges. Oggetto del colloquio il suo racconto, La biblioteca di Babele. Ma l’oriunda italiana non si reca dallo scrittore per chiedergli lumi, bensì a darglieli. Poche settimane prima, sul supplemento culturale Tuttolibri della Stampa di Torino è uscito un articolo di Tullio Regge, La biblioteca di Borges mette in crisi anche l’Universo. Il fisico, rileggendo i dati di Borses, ha fatto i calcoli. […]
Il Nobel mai dato a un fisico geniale (Repubblica – 29/03/18)

Tra il 1863 e il 1905 Jules Verne pubblicò presso l’editore Hetzel una collana di 54 romanzi, ai quali si aggiunsero tra il 1905 e il 1919 altri otto titoli postumi, curati e completati dal figlio Michel. Questi 62 Viaggi straordinari costituiscono un genere d’avventura unico, più affine alla divulgazione scientifica che alla fantascienza letteraria, perché sempre saldamente ancorato alla realtà e alla ragione. Verne infatti non inventava, ma ricamava accuratamente su ciò che leggeva, ed estrapolava coscienziosamente da ciò che esisteva, richiedendo spesso la consulenza degli esperti. […]
Benvenuto sulla Luna, monsieur Verne I e II (Repubblica – 19/02/18)

I capelli di Whitfield Diffie sono ormai bianchi, ma la loro lunghezza fin oltre le spalle ricorda che colui che li porta è stato per mezzo secolo un ribelle. Non a caso, la sua storia è raccontata in un libro di Steven Levy intitolato Crypto: come i ribelli dei codici sconfissero il governo e salvarono la privacy nell’Era Digitale. Le armi con cui Diffie e il suo collega Martin Hellmann hanno combattuto la loro battaglia per la privacy contro l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) statunitense sono state la crittografia a chiave pubblica e la firma digitale, che sono valse ad entrambi il premio Turing per l’informatica nel 2015. […]
Quando la rete era di noi ribelli (Repubblica – 8/01/18)

Quando si pensa a un matematico del passato sulle barricate viene subito in mente Evariste Galois, il precoce genio francese che morì a vent’anni in un duello, dopo aver ispirato una rivoluzione algebrica e partecipato a una rivoluzione politica. Quando si pensa invece a un matematico contemporaneo sulle barricate viene altrettanto subito in mente Stephen Smale, il poliedrico genio statunitense che mezzo secolo fa vinse la medaglia Fields, e a ottantasette anni continua a essere vulcanico e radicale come a venti. Qui ci parla del suo cinquantennale impegno politico. […]
La matematica è lotta per la libertà (Repubblica – 4/01/18)

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