Il caso ha voluto che a reggere le sorti del governo ecclesiastico e statale in questo momento cruciale per la lotta alla pandemia in Italia siano due esponenti della cultura gesuitica: Jorge Mario Bergoglio direttamente, per ordinazione, e Mario Draghi indirettamente, per formazione. Il loro comportamento pubblico si adegua infatti perfettamente alla caratteristica principale dei gesuiti, che consiste nell’essere campioni  di un equilibrismo verbale che permette loro di parlare senza che si capisca cosa vogliono dire veramente, e spesso neppure se vogliano veramente dire qualcosa: dalle affermazioni sui gay di Bergoglio, a quelle sui dittatori di Draghi.

Per colpa dell’ignoranza antiscientista rischiamo una quarta ondata (Domani, 15/04/21)

Come succede con tutti i media, anche su Netflix si trovano spesso dei fiori rari, benché soffocati dalle inevitabili e inesauribili erbacce. Due di questi fiori rari sono le serie Grandi eventi della Seconda guerra mondiale a colori (2019) e Tokyo trial (2017): la prima è un documentario anglo-tedesco in dieci puntate sulle vicende salienti del conflitto, e la seconda una docufiction giapponese in quattro puntate sul processo ai gerarchi nipponici iniziato il 29 aprile 1946, esattamente tre quarti di secolo fa. Naturalmente, in questo lungo periodo sono stati girati innumerevoli film sulla Seconda guerra mondiale, che però sono sempre e solo dei film, appunto, e troppo spesso arrivano da Hollywood. […]

Bombe atomiche e processi: così la storia si studia su Netflix (Domani, 10/05/21)

L’intelligenza artificiale sta rapidamente entrando nelle nostre vite, e spesso i media ne parlano confondendo fra loro progetti e tecnologie di natura completamente diversa, che hanno però un aspetto comune: l’uso delle macchine per simulare o emulare artificialmente una realtà naturale. I principali filoni sono tre: la robotica, l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale, che si concentrano rispettivamente sulla simulazione del corpo, della mente e dell’ambiente esterno.

L’Intelligenza Artificiale sospesa fra sogni e incubi (Domani, 19/04/21)

Uno dei mantra del politicamente e tecnologicamente corretto è la cosiddetta “innovazione”, alla quale i politici e i tecnologi assegnano una valenza quasi taumaturgica. Il tempio da cui emana questo mantra è il ministero per l’Innovazione tecnologica, introdotto dal secondo governo Berlusconi nel 2001, reintrodotto dal secondo governo Conte nel 2019, e confermato dal governo Draghi nel 2021. I grandi guru insediati in questo tempio sono stati negli anni Lucio Stanca di Forza Italia, Luigi Nicolais del Partito Democratico, Renato Brunetta del Popolo delle Libertà, Paola Pisano del Movimento 5 Stelle e l’indipendente Vittorio Colao: tutti economisti, per la cronaca, eccetto il secondo, che è ingegnere. […]

Il mantra dell’innovazione si dimentica del miglioramento (Domani, 12/04/21)

Il 28 febbraio 1985, a un pranzo in onore di Joseph Campbell, il regista George Lucas dichiarò: «Anni fa iniziai a pensare a un film per bambini, perché volevo inventare una favola moderna. Scrissi molte bozze, senza saper bene cosa cercavo, ma poi lo trovai in L’eroe dai mille volti. Avevo provato a leggere di tutto, da Freud a Paperino, ma quello fu il primo libro che mi spiegò cosa dovevo fare: era già tutto lì, da millenni, e Campbell me lo mostrò. Se non mi fossi imbattuto nelle sue opere, probabilmente oggi starei ancora
scrivendo Star Wars. A volte per un lettore i libri sono più importanti degli autori, ma per me non è stato così: Campbell è il mio vero Yoda».

Soltanto Joseph Campbell ci ha fatto capire Star Wars (Domani, 6/04/21)

Il 25 marzo, festa solenne del Dantedì, la Germania si è macchiata del crimine di lesa maestà contro il nostro Altissimo Poeta. O almeno, così sembrava dai titoli dei giornali nostrani, che reagivano pavlovianamente a un articolo del Frankfurter Rundschau. La Lega ha addirittura sollevato il caso al parlamento europeo, cogliendo l’occasione per tirar acqua al proprio mulino: lamentando, cioè, che gli olandesi avessero censurato la Commedia in un’edizione ridotta per le scuole, togliendo Maometto dall’Inferno, dove invece Dante l’aveva messo tra i seminatori di discordie (cioè, paradossalmente, nello stesso girone destinato ai leghisti). […]

Dante non è poi così sommo, ma non ditelo ai dantisti (Domani, 30/03/21). Vedi una risposta qui.

L’8 febbraio 2021 è morto a Parigi, a 89 anni, l’uomo che ha contribuito più di tutti a diffondere in occidente la conoscenza del più grande libro che sia mai stato scritto: il Mahabharata, o “Mega Bharateide”, una sorta di incrocio indiano tra i testi sacri della Bibbia e del Corano e quelli profani di Omero e Shakespeare, ma di lunghezza maggiore di tutte queste opere messe insieme. In una parola, il libro che l’umanità dovrebbe assolutamente salvare, se fosse costretta a scegliere di salvarne uno solo. […]

E’ meraviglioso smarrirsi nel grande romanzo dell’India (Domani, 18/03/21)

Uno dei miti pitagorici più noti immaginava che nel loro movimento cosmico i pianeti producessero un suono, diverso a seconda delle loro velocità e delle loro distanze. Tutti insieme questi suoni costituivano la cosiddetta “musica delle sfere”, percepibile soltanto in due momenti: quando il moto cosmico iniziò, e quando cesserà. Ma perché mai nel mezzo noi non potremmo sentire questa musica, pur udendola? Volendo dare un senso a un mito, che è insensato per sua stessa natura, la risposta sarebbe semplice: perché i nostri sensi si assuefanno agli stimoli, e dopo un certo tempo smettono di percepirne la presenza, salvo poi accorgersi paradossalmente della loro assenza nel momento in cui essi cessano. […]

Non siamo nel mitologico 2021, ma nel 337 dell’era scientifica (Domani, 13/03/21)

«Nel mezzo del cammin di nostra vita»: la DivinaCommedia inizia così, con un errore! Dante immaginava che la vita durasse settant’anni, e ne aveva 35 nel 1300, l’anno del suo fantasioso viaggio mentale nell’aldilà. Pensava di essere solo a metà del proprio cammino nell’aldiquà, e invece era già quasi a due terzi: morì nel 1321, a 56 anni, commettendo un errore di valutazione del 20 per cento, che mette in guardia fin da sùbito dall’illusione di trovare nella Commedia delle verità fattuali. […]

Ci sono più cose in Dante di quelle sognate dagli umanisti (Domani, 27/02/21)

«Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere». Chi non ha mai sentito questo enigmatico e famoso aforisma? Chi non l’ha mai usato a sproposito, credendo che volesse banalmente dire: «Se non sai di cosa parli, è meglio che tu stia zitto?» E chi saprebbe dire chi l’ha pronunciato, quando, dove e perché? Il 2021 è il momento giusto per rispondere a queste domande, visto che l’aforisma vide la luce nel 1921, esattamente un secolo fa, come frase conclusiva della più importante e influente opera filosofica del Novecento, intitolata in tedesco Trattato logico-filosofico, ma oggi nota con il titolo dell’edizione inglese uscita l’anno dopo: Tractatus Logico-Philosophicus, che in latino fa subito più figo. Soprattutto in Inghilterra, dove non si riesce neppure a pronunciarlo. […]

Nella filosofia di Wittgenstein non tutto si esprime a parole (Domani, 21/02/21)

Nell’ultima parte di Guerra e pace il conte Tolstoj, terminando di raccontare la sua storia, medita a lungo sulla Storia, e mette in guardia il lettore dal pensare che i resoconti degli avvenimenti si possano ridurre ai pettegolezzi sui protagonisti, per quanto piacevoli e interessanti. Se dietro all’imperatore Napoleone e allo zar Alessandro non ci fossero stati gli eserciti e le popolazioni, l’epica guerra si sarebbe ridotta a un banale duello. Ma, soprattutto, se nelle azioni degli individui e delle masse lo scrittore non fosse riuscito a individuare la spinta delle leggi della Storia, il suo racconto non avrebbe potuto elevarsi sopra le miserie della cronaca. […]

Le leggi matematiche di una crisi di governo (Domani, 14/02/21)

Una ventina di anni fa il produttore, regista e sceneggiatore Jeffrey Abrams, noto per la serie televisiva Lost e per un paio di episodi della saga cinematografica Star Wars, notò su una panchina dell’aeroporto di Los Angeles una copia di un romanzo, sulla cui prima pagina stava scritto a penna:«Se trovi questo libro, leggilo, e poi lascialo da qualche parte per qualcun altro». Abrams pensò allora che forse era possibile instaurare un vero e proprio dialogo, reale o immaginario, fra persone che scrivono sui margini di un libro. […]

Gli enigmi nascosti fra i margini della Nave di Teseo (Domani, 10/02/21)

Martin Scorsese, che tutti conoscono come regista per i suoi molti film di grande successo, è meno noto come divulgatore per i suoi molti raffinati documentari, che spaziano dalla storia del cinema americano e italiano al panorama etnico e culturale newyorchese. I più variopinti di questi documentari riguardano la musica popolare: dai concerti The Last Waltz (1978) della Band e Shine a Light (2008) dei Rolling Stones, alle biografie No Direction Home (2005) di Bob Dylan e Living in the Material World (2011) di George Harrison. L’ultimo capitolo di questa singolare storia musicale raccontata da Scorsese è Rolling Thunder Revue (2019), uscito poco più di un anno fa su Netflix, che costituisce un caso a sé per l’interesse. […]

Il teorema poetico di Bob Dylan nella rievocazione di Scorsese (Domani, 4/02/21)

La recente crisi di governo ha ribadito lo squallore della nostra politica, e dunque del paese che essa fedelmente rappresenta. Se fosse una bella favola, potremmo dire che “il re è  nudo”,ma vivendo una brutta realtà, dobbiamo limitarci a osservare che il presidente del Consiglio è in mutande, anche se queste non riescono a nascondere molte delle sue e nostre vergogne. La prima a saltare agli occhi è la possibilità che il Senato conceda la fiducia a un governo anche a maggioranza semplice. Grazie all’articolo107 del suo regolamento, infatti, per il calcolo del numero legale si conteggiano tutti i presenti,  compresi quelli che si astengono, mentre per il calcolo della maggioranza necessaria per approvare i provvedimenti si conteggiano soltanto i votanti. […]

Le maggioranze squalificate del sistema politico italiano (Domani, 25/01/21)

Il presidente eletto Joe Biden ha reagito alla manifestazione pro Trump del 6 gennaio dicendo che «le scene di caos al Campidoglio non riflettono la vera America», implicando che ci sia appunto una vera America, contrapposta a una falsa. Da parte loro, i media nostrani sono stati quasi unanimi nel definire l’episodio come «un attacco alla democrazia americana», implicando questa volta che gli Stati Uniti siano effettivamente democratici. Entrambe le reazioni sollevano problemi filosofici interessanti, riconducibili all’uso e all’abuso di concetti metafisici quali “verità” e “democrazia” nella descrizione della realtà politica. […]

Il mito della democrazia negli Stati Uniti d’America (Domani, 17/01/21)

Il ritorno al pensiero magico causato dall’ignoranza scientifica è uno dei sintomi del nostro regresso allo stato di «selvaggi che vivono in un villaggio globale», come scrisse Marshall McLuhan nel 1973. E i moderni selvaggi non possono che comportarsi come quelli antichi, accontentandosi di attribuire cause infantili e superstiziose agli effetti tecnologici che non comprendono: di qui il monopolio della gestione della vita politica, sociale e culturale affidato a operatori scientificamente ignoranti, da una popolazione altrettanto ignorante e nella quale ormai dilagano luddismo, complottismo e negazionismo scientifici. […]

Così l’ignoranza sui vaccini ha stregato i selvaggi moderni (Domani, 9/01/21)

Borges ha ripetuto più volte, ad esempio nelle lezioni tenute a Harvard su L’artigianato del verso (1968–1969), che la letteratura non è altro che un’immensa serie di variazioni su tre grandi temi: l’amore, il viaggio e la guerra. Anche quando hanno pretese di originalità, gli scrittori non farebbero dunque altro che ripetere sempre le stesse storie: chi meglio, come Omero o Tolstoj, e chi peggio, come tutti gli altri. Lo stesso si potrebbe dire per le storie di fantascienza spaziale, che hanno avuto i loro capolavori omerici nei due film 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick e Solaris (1972) di Andrej Tarkovskij, basati sui due omonimi romanzi di Arthur Clarke e Stanislav Lem. […]

Altro che gli esopianeti di Netflix. La fantascienza è roba da scienziati (Domani, 2/01/21)

Comments are closed.