Il presidente eletto Joe Biden ha reagito alla manifestazione pro Trump del 6 gennaio dicendo che «le
scene di caos al Campidoglio non riflettono la vera America», implicando che ci sia appunto una vera America, contrapposta a una falsa. Da parte loro, i media nostrani sono stati quasi unanimi nel definire l’episodio come «un attacco alla democrazia americana», implicando questa volta che gli Stati Uniti siano effettivamente democratici. Entrambe le reazioni sollevano problemi filosofici interessanti, riconducibili all’uso e all’abuso di concetti metafisici quali “verità” e “democrazia” nella descrizione della realtà politica. […]
Il mito della democrazia negli Stati Uniti d’America (Domani, 17/01/21)

Il ritorno al pensiero magico causato dall’ignoranza scientifica è uno dei sintomi del nostro regresso allo stato di «selvaggi che vivono in un villaggio globale», come scrisse Marshall McLuhan nel 1973. E i moderni selvaggi non possono che comportarsi come quelli antichi, accontentandosi di attribuire cause infantili e superstiziose agli effetti tecnologici che non comprendono: di qui il monopolio della gestione della vita politica, sociale e culturale affidato a operatori scientificamente ignoranti, da una popolazione altrettanto ignorante e nella quale ormai dilagano luddismo, complottismo e negazionismo scientifici. […]
Così l’ignoranza sui vaccini ha stregato i selvaggi moderni (Domani, 9/01/21)

Borges ha ripetuto più volte, ad esempio nelle lezioni tenute a Harvard su L’artigianato del verso (1968–1969), che la letteratura non è altro che un’immensa serie di variazioni su tre grandi temi: l’amore, il viaggio e la guerra. Anche quando hanno pretese di originalità, gli scrittori non farebbero dunque altro che ripetere sempre le stesse storie: chi meglio, come Omero o Tolstoj, e chi peggio, come tutti gli altri. Lo stesso si potrebbe dire per le storie di fantascienza spaziale, che hanno avuto i loro capolavori omerici nei due film 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick e Solaris (1972) di Andrej Tarkovskij, basati sui due omonimi romanzi di Arthur Clarke e Stanislav Lem. […]
Altro che gli esopianeti di Netflix. La fantascienza è roba da scienziati (Domani, 2/01/21)

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