Quando incontrai Benedetto XVI per la prima volta, il 13 dicembre 2013, immaginavo che non l’avrei più rivisto, perché sembrava fisicamente fragile e mentalmente prostrato. Lui stesso, quando gli proposi di rivederci per il Natale dell’anno dopo, mi rispose: «Se sarò ancora vivo». Ma quando tornai da lui per la seconda volta, il 15 marzo 2015, lo trovai rinato. Stare lontano dalle preoccupazioni della Curia, evidentemente gli aveva infuso nuove forze. La morte è stata comunque uno dei fili conduttori dei nostri incontri e delle nostre lettere.

Colto, gentile, incompreso: altro che Papa reazionario (La Stampa, 2/01/23). Vedi un commento qui

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