In cammino alla ricerca della verità raccoglie i resoconti degli incontri che, a partire dal 2013, ho avuto con il papa emerito Benedetto XVI, e le molte lettere che ci siamo scambiati da allora a oggi. Abbiamo parlato degli argomenti più svariati, a seconda di come lo Spirito dettava: alcuni libri da noi letti o scritti, il suo rapporto con il teologo dissidente Hans Kūng, i suoi incontri con Fidel Castro e Francesco Cossiga, i problemi della Chiesa e le soluzioni di Bergoglio. Nelle lettere abbiamo invece dialogato sui massimi sistemi: i problemi della fede e della ragione, della vita e della morte, del monoteismo e dell’inferno. […]

Dialogo sulla verità tra un laico impenitente e il papa emerito (La Stampa, 15 maggio 2022)

Mala tempora currunt. Oggi sembra che si corra a emulare l’ostracismo dei “nemici”, più che la collaborazione con i “diversi”. L’esempio più ridicolo è stata la cancellazione da parte dell’Università di Milano Bicocca di una conferenza su Dostoevskij, la cui “colpa” era di essere nato in Russia: addirittura, ci sono state discussioni sugli ambigui casi di Gogol e Bulgakov, nati entrambi in Ucraina, che però scrivevano in russo, come Dostoevskij. Quando si arriva a queste assurdità, forse è il caso di fermarsi a pensare un momento. […]

Nessuno ha ragione in guerra, tutti pensano di essere buoni (La Stampa, 25/03/22)

La contrapposizione fra i promotori del referendum sul fine vita e la Corte Costituzionale deriva da visioni antitetiche della partecipazione dei cittadini alla politica, una formale e l’altra sostanziale. Dal punto di vista formale si scontrano, da un lato, l’idea democratica e popolare che a decidere delle regole del vivere comune, e soprattutto di quelle che ne costituiscono il fondamento e l’essenza, debbano essere i cittadini stessi, senza mediazioni di alcun tipo. E, dall’altro lato, l’idea paternalistica ed elitaria che a decidere debbano essere invece organismi e strutture via via più lontane dal sentire della gente comune, che vanno dal Parlamento al governo e agli organi di controllo. […]

Perché i palazzi temono la democrazia diretta (La Stampa, 17/02/22)

Ho conosciuto Luc Montagnier nel 2015, a un meeting quinquennale che si tiene a Lindau, sul lago di Costanza. Vi sono invitati tutti i premi Nobel scientifici, e quella volta ce n’erano sessanta: una compagnia in cui una persona normale si trova ovviamente a disagio e in imbarazzo, anche se in realtà fa più impressione un premio Nobel isolato, che tanti messi assieme. Infatti Jim Watson, che è il più famoso scienziato vivente, non c’era: lui evita ogni meeting con più di due o tre premiati, perché sa che la sua luce brillante ne risulterebbe un po’ offuscata. […]

Montagnier no-vax e le bugie da Nobel (La Stampa, 11/02/22). Per un commento vedi qui e qui.

In Assassinio nella cattedrale il poeta Thomas Eliot ha coniato il motto che meglio descrive il comportamento del Parlamento nell’elezione presidenziale che si è appena consumata: “Quest’ultimo atto è la peggior bravata, fare la cosa giusta per la ragione sbagliata”. La cosa giusta è stata rieleggere un ottimo presidente, e la ragione sbagliata è stata farlo soltanto per permettere la sopravvivenza di un pessimo Parlamento: forse il peggiore che abbiamo avuto, dai tempi del “Parlamento degli inquisiti” del 1992. Si tratta infatti del “Parlamento dei voltagabbana”, un terzo dei cui membri ha cambiato casacca, e i cui maggiori partiti hanno tradito le proprie promesse elettorali. […]

Mattarella, il Parlamento e la lezione del generale Sherman (La Stampa, 31/01/22)

Oggi va di moda proclamare e invocare il principio della “priorità della politica”, che in realtà non è altro che un’assicurazione sulla vita e sulla sopravvivenza dei politici di mestiere, o dei mestieranti della politica: quelli, cioè, che nel momento in cui si invocasse e si applicasse invece il principio della “priorità della competenza”, dovrebbero tornare a fare ciò che facevano prima, dal gelataio all’avvocato. Nel 1979, quando Margaret Thatcher conquistò Downing Street, qualche giornalista le chiese se era orgogliosa di essere la prima donna a diventare primo ministro inglese. Ma lei rispose che era orgogliosa di essere la prima scienziata, per sottolineare il fatto che il genere è irrilevante in politica, ma la competenza scientifica non dovrebbe esserlo. […]

Al Quirinale il primato della competenza (La Stampa, 17 gennaio 2022). Per un commento vedi qui.

Comments are closed.