La bicicletta a ruote quadrate, che i maturandi hanno trovato ieri nella prova di matematica, è una metafora delle avversità della vita, che non sempre ci dota delle qualità necessarie per affrontarla al meglio: nella metafora, di una bicicletta a ruote tonde. Ma si dice anche che si è inventata una bicicletta a ruote quadrate quando una nuova invenzione ne ha peggiorato una vecchia, ma migliore: cosa che spesso fa la tecnologia, soprattutto quand’è ignara della propria storia. […]
La bici a ruote quadrate è una metafora della vita (Repubblica . 23/06/17)

Fëdor Dostoevskij soffriva di epilessia. Si racconta che abbia avuto il primo attacco l’8 giugno 1839, a diciott’anni, quando ricevette la notizia che il padre era stato ucciso dai propri contadini, esasperati dai suoi maltrattamenti. Non ci sono testimonianze serie al proposito, ma questo non impedì a Sigmund Freud di ricamarci sopra comunque, alla sua solita maniera, nel saggio Dostoevskij e il parricidio (1927). Le prime crisi accertate di epilessia lo scrittore le ebbe in seguito al trauma di una finta fucilazione, alla quale fu sottoposto il 23 dicembre 1849. […]
Il romanzo d’azzardo e l’errore di Dostoevskij (Repubblica – 12/06/17)

Ricordo bene il giorno in cui ho incontrato Giovanni Bignami. Era il 12 dicembre 2002, e partecipammo insieme a una puntata di Enigma per Rai3, condotta da Andrea Vianello. Era il “numero zero” della trasmissione, e l’argomento era “Il Gesù storico”. Lui ed io ci trovammo in “quota scienziati”, con un parterre di partecipanti in “quota credenti”, nessuno dei quali avevo mai incontrato, ma che avrei continuato a incrociare negli anni seguenti: Gianfranco Ravasi, Vittorio Messori, Franco Cardini e Pierluigi Baima Bollone. […]
La stella di Nanni Bignami (L’Espresso – 4/06/17)

In Guerra e pace (1869) Tolstoj non si limita a raccontare le gesta dell’imperatore francese Bonaparte e dello zar russo Alessandro, perché ritiene che concentrarsi sui grandi personaggi sia un buon modo per prendere abbagli sulla storia. Se ne dilettano gli storici, per comodità o per pigrizia, ma così facendo essi compiono, come dice Tolstoj stesso, l’errore di “riconoscere espressa nell’attività di un solo personaggio storico la volontà di tutti gli uomini”. […]
Matematici sul piede di guerra (Repubblica – 31/05/17)

Salire su una mongolfiera è un’esperienza straordinaria, perché volando tranquillamente, a bassa quota e a bassa velocità, possiamo sorvolare «l’aiuola che ci fa tanto feroci» a una distanza sufficiente sia per osservarne le bellezze, sia per dimenticarne le brutture. Un’esperienza ancora più “elevata” di quella suggerita da Lucrezio all’inizio del Secondo Libro del “De rerum natura”: «Dolce, quando i venti turbano le acque del mare ingrossato, rimanere spettatori da terra del travaglio dei naviganti. Non per godere delle disgrazie altrui, ma perché è dolce constatare di essere immuni dai loro tormenti». […]
Un matematico in mongolfiera alla caccia della Luna I e II (Repubblica – 22/05/17)

Un giorno Raymond Smullyan andò alla lavagna per una conferenza e disse: «O io ho una moneta tra le dita, o 2 più 2 fa 5». Poiché stava tenendo la moneta in mano, aveva detto il vero. Ma di colpo la moneta scomparve misteriosamente e Smullyan se ne tornò sornione al proprio posto. L’uditorio di logici capì immediatamente lo scherzo di cui era stato vittima. Mostrando la moneta, Smullyan aveva dimostrato la verità della propria affermazione basandosi sulla prima alternativa. Ma facendola sparire, diventava vera la seconda alternativa: dunque Smullyan aveva dimostrato che 2 più 2 fa 5. […]
Il logico matematico più divertente del mondo (Repubblica – 10/03/17)

Fin dal mito fondativo della sua storia, l’attività matematica si è suddivisa tra la ricerca e la divulgazione. Nella “Vita di Pitagora”, infatti, Porfirio racconta che «il maestro impartiva il proprio insegnamento a due categorie di persone: matematici e acusmatici. I matematici studiavano la parte più importante e approfondita della dottrina, mentre gli acusmatici si accontentavano dei fatti senza le spiegazioni». Il “matematico” era in greco un letterale “apprendista”, che imparava attivamente il mestiere. […]
Da Platone a Einstein, la vera scienza è dialogo (Repubblica – 3/03/17)

Stephen Hawking ha detto che ogni formula in un libro dimezza il numero dei potenziali lettori. Per l’editore o l’autore che sia interessato più a vendere che a divulgare, questo significa che un libro scientifico dovrebbe contenere il minor numero possibile di formule: idealmente, nessuna. Ma la cosa è tanto insensata quanto pretendere di parlare di musica senza far ascoltare nemmeno una nota, o di arte senza mostrare nemmeno un’immagine. Si finisce, cioè, per produrre solo fumo e niente arrosto. […]
L’equazione è tutto (Repubblica – 29/01/17)

Il 28 gennaio 1986 la navetta spaziale Challenger esplose in diretta televisiva, con l’equipaggio a bordo. Quattro mesi dopo Richard Feynman, in un’altra diretta televisiva, spiegò il disastro immergendo una delle guarnizioni di gomma della navetta in un bicchiere di acqua gelata e mostrando che si spaccava: uno smacco per la Nasa, ma un successo mediatico per lui. […]
Le geniali regole di un fisico bestiale (Repubblica – 15/01/17)

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