Hai vinto, Galileo! (2009) Hai vinto, Galileo! (2009)

Per evitare di cadere nello stesso errore dei denigratori di Galileo, di condannare senza conoscere o conoscere senza capire, nel libro Hai vinto, Galileo! ripercorro col lettore la strada che ha portato alla vittoria dell’eliocentrismo: l’antica formulazione proposta da Aristarco e quella moderna riproposta da Copernico, la coraggiosa e tragica protodifesa intrapresa da Giordano Bruno, il sistematico sviluppo compiuto da Keplero e Galileo, le feroci persecuzioni intentate dal cardinal Bellarmino e da papa Urbano VIII, la definitiva sistemazione raggiunta da Isaac Newton, la verifica sperimentale ottenuta col pendolo di Foucault, e la subdola riscrittura della storia di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

E, soprattutto, cerco di condurre e indurre a leggere o rileggere le opere di Galileo (il Sidereus Nuncius, le Lettere copernicane, il Saggiatore, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo e i Discorsi sopra due nuove scienze), sottolineando che non si tratta «solo» di scienza. Perché, come disse Italo Calvino, che se ne intendeva, Galileo è stato «il piu’ grande scrittore della letteratura italiana d’ogni secolo».

IntervisteRecensioni

Serena Dandini - Parla con me (6/10/09)

Odifreddi insiste sulle «lacrime di coccodrillo » versate oggi dalla Chiesa cattolica a proposito della condanna del 1633. Per lui, la morale della storia resta quella della battuta di Oscar Wilde: chi dice la verità, prima o poi viene... scoperto. A nostro avviso, però, non è tanto questione di scienza e fede o di assolutezza della «verità» scientifica, quanto di diritto (politico) all’errore anche da parte di grandissimi scienzia ti. Togliete la possibilità di commettere sbagli (e magari di spacciarli per cogenti dimostrazioni) e non avrete più libertà di ricerca.[...]
Michele Smargiassi (Repubblica, 06.10.2009)

Sfortunato il laico che ha bisogno di eroi, perché troverà solo eroi laici, cioè imperfetti e criticabili. L’altare su cui Piergiorgio Odifreddi istalla il suo Galileo è scivoloso, e non potrebbe essere altrimenti per un libro che, come altri del matematico impertinente nonché ateologo militante, è un atto d’accusa contro gli ipse dixit e l’arroganza dell’autorità per diritto divino. Ma nello sforzo di non santificare il più celebre martire del libero pensiero succede che, a lettura terminata, l’esclamativo titolo Hai vinto, Galileo! più che di gioioso omaggio si colori di affettuosa ironia.[...]
Giulio Giorello (Corriere della Sera, 29.11.2009)

Un nuovo libro di Odifreddi, la cui prolificità letteraria è davvero eccezionale e nondimeno mantiene livelli di non comune decoro. Un ennesimo discorso su Galileo, soggetto di frequente interesse per l’autore, benché logico matematico e non fisico. Un libro che naturalmente è concepito con quel sano spirito laico e anticlericale che caratterizza tutte le opere di Odifreddi.[...]
Andrea Frova (Galileo, 21/10/2009)

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